Il piccolo principe una trasposizione cinematografica da non perdere!

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In questi giorni nelle sale cinematografiche viene proiettato il Piccolo Principe, ed è già motivo di commenti e di discussioni riguardo la sua fedeltà al libro di cui il film trae ispirazione.

Il piccolo principe è un opera scritta da Antoine de Saint-Exupéry e pubblicata il 6 aprile del 1943 sotto forma di opera letteraria per ragazzi. Fu tradotto in  253 lingue ed ebbe una diffusione planetaria, il più tradotto al mondo dopo la Bibbia.

Molti registi cercarono di trasporlo sullo schermo, ma quella che ad oggi risulta la trasposizione migliore è quest’ultima di Mark Osborne (il regista di kung Fu Panda), frutto di 8 anni di lavoro e 80 milioni di dollari spesi.

Il regista dichiarò: “A regalarmi il primo esemplare de Il Piccolo Principe fu, ai tempi del college, la mia fidanzata, oggi mia moglie. Vivevamo un momento difficile”. Fu una lettura che mi fece tornare alla freschezza dell’infanzia, a una serenità che mi permise di superare i problemi. Quando perciò, anni dopo, mi hanno proposto di farne un film, ho detto no: impossibile rendere in immagini quelle pagine senza far torto allo scrittore. Bisognava trovare una chiave”.
L’idea gli è venuta lavorando con l’amico Bob Persichetti e  con la sceneggiatrice Irena Brignull. “Volevo che il film facesse riflettere sulla possibilità di modificare qualcosa della nostra vita grazie alla lettura di un libro. Insomma, esattamente la cosa successa a me”, dice il regista. “Il mio film non è perciò un adattamento del capolavoro di Saint-Exupéry, bensì un omaggio a lui e alla sua magnifica fantasia”.

In effetti cercare di riprodurre un’opera così complessa è tutt’altro che semplice. Un’opera grandiosa con innumerevoli chiavi di lettura, che affronta temi come l’amore e l’amicizia, e ci pone l’interrogativo su cosa sia veramente essenziale nella vita. Non si limita ad essere un cartone animato, ma scava nel profondo di ognuno di noi, bambini o adulti. L’obiettivo è quello di arrivare sia ad un pubblico maturo che ai più piccoli, e credo che in questo è riuscito a pieni voti il regista.

Eccovi la trama, così come si presenta nella pagina web che presenta il film:
“Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.”Il-piccolo-principe-nuovo-trailer-sottotitolato-in-italiano-del-film-danimazione-2

Una delle caratteristiche che colpisce immediatamente lo spettatore è l’utilizzo di tecniche diverse, come il digitale e lo stop-motion. Il digitale per raccontare la storia della bambina, tipica tecnica cinematografica usata per tutti i cartoni animati degli ultimi anni. Lo stop-motion, usato per raccontare la storia del piccolo principe, rappresenta invece una novità sugli schermi, appare come un disegno i cui personaggi sembrano avere le fattezze di cartapesta. Dunque ci troviamo di fronte un racconto dentro il racconto, che attraverso le due tecniche di riproduzione si distingue nettamente e non si confonde. uscite-piccolo-principe-1000x600

Il viaggio della bambina in fuga da una realtà troppo schematica e razionale a cui la madre vuole tenerla incollata e alla ricerca dell’essenziale che sarà incarnato dagli insegnamenti del vecchio aviatore, che attraverso la sua storia le trasmette, ci ha tenuti incollati alla poltrona, facendo riecheggiare nella nostra mente infiniti interrogativi sul valore della vita. Vale assolutamente la pena vederlo.

E voi cosa ne pensate?

Lady Megusta

Lucky Red

 

Lucky Red

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. mitikalu ha detto:

    A me è piaciuto, anche se devo dire non ricordavo che il libro finisce in quel modo…

    1. ladymegusta ha detto:

      Il libro è differente rispetto alla trasposizione cinematografica. Il libro finisce che il piccolo principe ritorna sul suo pianeta, così come il film, solo che nel film è inserita la storia dell’aviatore e della bambina. 🙂

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