#COMINGOUTDAY – IO SONO GAY, LO SKETCH DI NICOLA CONVERSA

maxresdefault-5

Oggi 11 ottobre si festeggia in tutto il mondo il Coming Out Day!

Cos’è il Coming Out? Il termine significa venire fuori, letteralmente, uscire allo scoperto. E’ il termine che descrive il momento in cui una persona LGBTI decide di uscire allo scoperto, appunto, e dichiarare il proprio orientamento sessuale ad amici, famiglia, colleghi di lavoro, a chi conosce insomma.

Spesso si confonde col temine outing che invece descrive il momento in cui qualcuno rivela l’orientamento sessuale non suo, ma di un’altra persona.

Il coming out è un momento fondamentale, è come morire per poi rinascere. Ricordo come se fosse stato ieri il mio di coming out. In realtà non si è trattato di un singolo giorno o momento ma è stato un processo lento e graduale.

La prima persona che l’ha saputo è stato un ragazzo conosciuto su un forum di appassionati di fumetti. Ci piaceva un sacco Pk e Monster Allergy. Con lui è stato abbastanza facile perché come tutti sanno confessarsi con degli estranei è più semplice che con le persone care perché di quest’ultime temiamo il giudizio.

Poi mi son fatto coraggio e l’ho confidato ad una mia carissima amica ma non con le parole non ci riuscivo. Ho scritto una lettera lunga ben 7-8 pagine. Ricordo ancora quanto piansi mentre la scrivevo. Parole e parole che non vedevano l’ora di uscire, fuori troppo tempo prigioniere dentro di me. Da allora con gli amici pian piano è stato quasi normale rivelargli la mia sessualità ma sempre con la paura e il timore che prima o poi qualcuno si sarebbe allontanato o mi avrebbe ferito.

Il passo più grande fu con mia madre. Ricordo precisamente quella mattina di Ottobre di ormai molti anni fa. Mi svegliai presto e sentii che mia madre era già in cucina a prepare chissà quale leccornia per il pranzo. Qualcosa si mosse dentro di me percorsi le scale per scendere al piano di sotto e ad ogni gradino il mio cuore batteva sempre più forte. Ogni passo che facevo sembrava un ostacolo enorme. E poi arrivai da lei parlammo e parlammo e quanto piansi, ricordo che non riuscivo a fermarmi. Lei mi prese mi abbracciò e tutto il mondo mi sembrava fermo immobile. Come se quel momento dovesse durare per sempre, volevo che durasse per sempre.

Ora ho quasi 30 anni e vivo tranquillamente la mia vita anche se penso che rimarrò sempre un po’ timido e le mie guance diventeranno sempre rosse quando qualcuno viene a sapere di me o mi fa la fatidica domanda “Sei gay vero?”. Ma non è più una timidezza legata alla paura o un rossore di vergogna. E’ perché son fatto così arrossisco anche quando mi si dice “Sei carino” oppure “Hai mangiato tu l’ultimo dolcetto rimasto?”.

Il Coming Out è importante ma non solo per far capire alla società che esistiamo e per dare un’esempio che vivere tranquillamente la propria vita è possibile, ma di più bisogna farlo per se stessi. Vivere con un peso del genere, non potersi aprire liberamente con i propri cari, non poter essere se stessi a lungo andare ti spezza dentro. Sentirsi non speciali, non sentirsi perfetti, sentirsi guasti a lungo andare ci fa diventare veramente quello che non siamo.

Capisco anche che bisogna pure capire in che contesto si vive e che realtà ci circonda. So che in molte famiglie il coming out è un qualcosa di impensabile e quindi ci sta che i propri cari non conoscano questo lato importante della propria vita. Ma ricordatevi pure che spesso le persone ci sorprendono e io ne sono un esempio. Spesso bisogna solo dare la possibilità a chi ci sta attorno di potersi avvicinare. Non state soli apritevi a che vi ama, a chi vi sta accanto e non stupitevi se il vostro coming out era atteso da tempo o non fa clamore perché chi vi ama vi ama per come siete e non se preferite la patata o il cetriolo o entrambi.

Per finire vi lascio con questo sketch realizzato da Nicola Conversa e con la bellissima frase “‘Perché tutti hanno un angolo di dolore segreto, condiviso con nessuno’:

Rispondi