DAL 14 SETTEMBRE AL CINEMA – All’indomani del 7 ottobre, il governo israeliano chiede a Y., pianista jazz che si guadagna da vivere offrendo musica e corpo al jet-set degenerato di Tel Aviv, di comporre un nuovo inno nazionale alla gloria della schiacciante grandezza di Israele. Il suo quotidiano è un hangover senza fine che l’offensiva mortale di Hamas contro Israele e la successiva risposta dell’esercito israeliano sfiorano appena. Fino al giorno in cui dice “sì” e scrive una melodia patriottica e bellicosa, facendosi agente e complice della propaganda israeliana. Accomodato al pianoforte e in faccia all’orrore, compone il suo suicidio (artistico).

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